Il giorno in più

 

Volo.jpgLa prima cosa che ho pensato mentre divoravo Il giorno in più è che mi avrebbe sottratto da almeno 10 sedute di psicoterapia. Continuavo a pensare, pagina dopo pagina: “Ok, non sono matta” “C’è chi è messo esattamente come me!”

Dopo queste affermazioni l’idea che si può fare di me chi non mi conosce è che sia una matta psicopatica che dialoga con i libri e che, quindi, i dieci anni di psicoterapia potranno essere utili ugualmente . Chi mi conosce, invece, sa bene che ci sono vicina.

Scherzi a parte, anche se mi è chiaro che il giorno in più sia solo un libro, credo che se i personaggi siano stati caratterizzati così bene, siano così reali da sembrare veri, vuol dire che tutto sommato non si è, poi, troppo lontani dalla realtà.

Io leggendolo, mi sono rivista nelle paranoie del protagonista: scrivo, non scrivo, chiamo non chiamo; parto non parto.

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Nel desiderio di fare esperienze che la maggior parte delle gente con la testa sulle spalle, definirebbe pazze o nella migliore delle ipotesi discutibili.

Nei rapporti veri tra due amici: quegli amici che ti ritrovi accanto anche dopo mille errori pronti a sbatterti in faccia la realtà così com’é, senza giri di parole, senza edulcorazioni. Ma sempre lì a lenire le ferite. Lungimiranti senza essere saccenti, premurosi senza essere invadenti.

Ecco perché l’ho scelta come migliore amica , perché non giudica mai, non dice mai “te lo avevo detto”, anche se quasi sempre me lo aveva detto davvero. E capisce. Capisce che sono un coglione, anche se ormai l’ho capito pure io.

Mi sono rivista nella possibilità che ci sia sempre l’occasione di cambiare la propria vita, di fare quel guizzo che consenta di stravolgere la quotidianità e di portarci alla felicità. Perché a ben guardare il destino non esiste ma è solo la somma delle scelte fatte in precedenza.

Nella necessità di mettere dei punti fermi in rapporti familiari che troppo spesso ci si porta dietro come zavorre e che non ci consentono di spiccare il volo. Quei legami psicologici che inchiodano più di quelli fisici anche a km di distanza ma che, se si riescono a gestire, possono diventare un’immensa risorsa.

Nella facilità di avere chiare le dinamiche in cui si invischia il tuo miglior amico, i problemi che si sta costruendo con le sue stesse mani e nella forza di non dire quanto vorresti.

Quell’uomo l’aveva annientata. Nemmeno la nostra amicizia l’aveva potuta aiutare. Edoardo, soprannominato da noi Egoardo per via del suo pensiero rivolto sempre verso se stesso, era una di quelle persone che probabilmente tutti, prima o poi incontriamo almeno una volta nella vita. Quelle persone alle quali diamo un’importanza enorme: pendiamo dalle loro labbra, dal loro giudizio. Basta una parola negativa e tutti i complimenti che ci hanno fatto fino a quel momento non hanno più valore. […] Da amico avevo riconosciuto quella situazione … e sapevo che se avessi insistito troppo dicendole di lasciarlo avrei perso io.

 Quello che ho apprezzato maggiormente del libro è proprio questo:  la semplicità con cui Volo descrive tutte quelle dinamiche psicologiche in cui quotidianamente ci imbattiamo, la lucidità con la quale dà corpo a quelle elucubrazioni mentali che accompagnano quotidianamente le nostre giornate e tengono in piedi lunghe conversazioni con le amiche.

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 E l’espediente per fare tutto ciò è la storia di Giacomo un ragazzo normale con una vita abitudinaria che si ritrova ad essere interessato ad una sconosciuta che incontra sul tram ogni mattina mentre va in ufficio; quella di Silvia, la migliore amica di Giacomo; quella di Michela, la ragazza del tram e quella di una mamma forse troppo presente e una nonna che sembra uscita da una favola. Poi ci sono ex migliori amici; ex ragazze; ex mariti. Rapporti in sospeso, parole non dette e scuse tardive. Ed infine un viaggio a New York, poi uno a Parigi e una serie di attese… la più lunga delle quali durata più o meno 35 anni!

 

Per le foto si ringrazia: http://www.photopin.com

4 risposte a “Il giorno in più

  1. Ho letto e riletto questo libro più volte ed ogni volta rido e mi commuovo, sì perché come non ritrovare un po’ di se stessi in almeno uno dei personaggi, come non ritrovare attimo di vita vissuta nelle dinamiche ‘normali’ descritte da Volo?!
    Un piacevolissimo viaggio nella Grande Mela (io ho utilizzato questo libro come guida quando sono stata a New York) ed un motivo in più per tornare a Parigi per andare a vedere dove il libro finisce…ma la storia continua….😜

    • Allora avrai sicuramente apprezzato l’immagine in evidenza dell’articolo! 😀 Non sono più tornata a Parigi da quando ho letto il libro, ma certamente, tornassi, avrei un giardino da visitare! 🙂

  2. Pur non avendo letto il libro ho capito perfettamente le dinamiche di cui parla, dinamiche più comuni di quello che uno pensa, trip mentali più comuni di quelli che uno pensa. Dall’articolo si evince che il libro in questione è un libro così tanto vicino alla nostra vita quotidiana da quasi rincuorare il lettore e non farlo sentire solo. Di sicuro un ottimo articolo che ti fa venir voglia di leggere il libro!

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